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NATALE 2019 - I 4 PRESEPI IN CHIESA S.MARIA

LA SALVEZZA E' PER TUTTI
E' questo il titolo che Mario Menarbin, l'ideatore dei 4 presepi esposti nella chiesa di S.Maria del Cerro, ha indicato per riassumere i diversi temi sviluppati in ciascuna ambientazione della natività. 
Di seguito la descrizione testuale dei 4 presepi e i link per ascoltare la presentazione dello stesso Menarbin esposta ai presenti al termine della celebrazione eucaristica delle ore 10.00 di domenica 15 dicembre

(presso la cappella del Sacro Cuore)
1) GESU’ CI DICE: “Non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori” (Matteo 9,14)

Raffigurato nel presepe:
“la Samaritana”
“Matteo il pubblicano”.

E’ Gesù stesso che chiarisce: “Sono venuto per i malati, per i peccatori” e possiamo aggiungere per gli emarginati, gli esclusi, i deboli…
Gesù, nell’incontro con i peccatori (la peccatrice, Zaccheo, Matteo, la Samaritana …) non si lascia guidare dai pregiudizi, ma si avvicina a loro mostrando comprensione per la loro situazione e, al contempo, aprendo la loro mente e il loro cuore a un cambiamento profondo (alla peccatrice dice “la tua fede ti ha salvata và in pace” a Matteo “vieni e seguimi”, a Zaccheo “oggi devo fermarmi a casa tua”).
Gesù dunque va incontro all’uomo, senza giudicare il suo passato e superando ogni barriera (di sesso, di razza, di ceto sociale...) e usando misericordia con tutti (come con il buon ladrone, con Pietro stesso che lo tradirà … e con ciascuno di noi). 

NATALE 2019 - A S.MARIA PRESEPE 1

(presso il battistero)
2)  GESU’ CI  ESORTA: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. (Luca 2, 10-11)
Raffigurato nel presepe:
L’Annuncio dell’angelo a Maria: “Non temere Maria concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”.
- L’angelo in sogno a Giuseppe: “Non temere Giuseppe di prendere con te Maria tua sposa perché quello che è generato in Lei viene dallo Spirito Santo”.
Ai discepoli sulla barca che lo vedono camminare sulle acque e pensano sia un fantasma Gesù dice “coraggio, sono io, non abbiate paura.
- L’angelo davanti al sepolcro vuoto: “Non abbiate paura so che cerate Gesù il crocefisso. Non è qui è risorto”.

La Bibbia trabocca di questo annuncio per bocca di angeli, di profeti, di semplici pastori, per 365 volte è ripetuto l’invito, uno per ogni giorno dell’anno, quasi il ‘buongiorno’ di Dio, il pane del coraggio quotidiano. Quello che il Signore chiede è che non sia la paura a decidere le scelte e le strade della nostra vita.


(presso la cappella di San Carlo)
3)  GESU' CI INVITA: 
“Ogni volta che avrete fatto queste cose ad uno dei miei fratelli più piccoli le avrete fatte a me”… “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi” (Matteo 25, 35-36)

Raffigurato nel presepe:
Le opere di misericordia corporale

Queste sono le opere che, come ai tempi di Gesù, sono di estrema attualità.  Il dare “da mangiare”, “da bere”, “vestire” sono oggi come allora esigenze primarie di cui purtroppo non tutti gli uomini possono disporre; l’invito è a far sì che ogni uomo abbia il necessario (e nel necessario ci sta anche il lavoro etc….) per una vita dignitosa; necessita eliminare gli egoismi di chi ha troppo, considerando che lo star meglio di qualcuno è pagato dallo star peggio di qualcun altro. Accogliere il “forestiero” significa oggi non respingere gli immigrati, i diversi, gli emarginati. Visitare gli ammalati significa anche ricevere e imparare da loro la dignità umana attraverso la sofferenza. Il visitare i carcerati si trasforma nel non aggiungere pena a punizione, significa cercare il recupero di chi ha commesso errori offrendogli la possibilità di riscattarsi.

 

(cappella degli strappi)
4)  GESU’ CI PERDONA:  “Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.” (Luca 15,20) 

 Raffigurato nel presepe:
- a sinistra: il figliol prodigo nel momento di massimo sconforto
- a destra: la natività - Dio padre incarnato nel figlio Gesù
- sul ponte che unisce le opposte rive: il figlio ed il padre che si accingono all'incontro riappacificatore.

 La parabola esprime bene il concetto dell'amore (perdono) e della misericordia di Dio. Il perdono del figlio non è condizionato da buoni propositi che il figlio si era prefissati; il padre infatti lo accoglie ancor prima che abbia la possibilità di parlare e di esprimere il proprio pentimento. Tale misericordia è ben espressa dal comportamento del padre stesso che: "Quando era ancora lontano... gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò ". Una misericordia incondizionata motivata dal ritrovamento del figlio perso, morto e ritornato in vita.