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NATALE 2019 - P. ALBERTO BERRA CI SCRIVE DA HIROSHIMA - GIAPPONE

PADRE ALBERTO BERRA

Hiroshima, Natale 2019

 Carissimi amici,

Il Natale si sta avvicinando e con la presente vi raggiungo per farvi i miei auguri di Buon Natale e Buon Anno.

Come di certo sapete, dal 1 maggio di quest’anno il Giappone è entrato in una nuova era, l’ era “REIWA” con la cerimonia di intronizzazione (SokureiSeiden no Ghi) del nuovo imperatore Naruhito, un mio coscritto.

L’imperatore precedente era Hirohito il cui compleanno cadeva il 23 dicembre che quindi era un giorno di festa e di vacanza. Cadendo proprio a ridosso del Natale era molto comodo perché ci permetteva di avere più tempo per la preparazione del Natale stesso.

Da quest’anno pero’ il 23 dicembre non sarà più giorno di vacanza, ma troveremo comunque il tempo per preparare il Natale. Quest’anno poi lo celebriamo con nel cuore ancora viva la commozione per la visita di Papa Francesco in Giappone avvenuta dal 23 al 26 novembre toccando le citta' di Nagasaki, Hiroshima e Tokyo. La sua visita ha avuto come motto “Proteggere ogni vita” ed e’ stata un’occasione di grande festa e gioia che ha richiesto un grande lavoro di preparazione, che pero’ ne e’valsa la pena per le grazie e le consolazioni che ha portato. E’ venuto anche come pellegrino di pace.

All’imperatore Naruhito ha confidato che gli e’ sempre rimasto impresso nel cuore quando, aveva 9 anni, i suoi genitori si sono messi a piangere nel sentire la notizia della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki. E’ con quei sentimenti nel cuore che visitando Nagasaki e Hiroshima, facendosi eco degli appelli degli Hibakusha e di tutti coloro la cui voce purtroppo non è ancora ascoltata, ha ribadito che “l’uso dell’energia atomica per fini di guerra è, oggi più che mai un crimine”. Allo stesso modo e’ immorale anche il possesso delle armi atomiche.

Papa Francesco si e’mostrato consapevole dei problemi che ci sono in Giappone: una societa’ con una economia sviluppata e con un alto livello tecnologico ma con problemi che “stanno creando nuovi tipi di alienazione e disorientamento spirituale”.

Ai giovani che riuniti nella cattedrale di Tokyo hanno chiesto al Papa“come possono fare spazio a Dio in una società frenetica e focalizzata sull'essere solo competitivi e produttivi” Francesco non ha esitato a riprendere le parole profetiche di Santa Madre Teresa che lavorava tra i più poveri dei poveri: “la solitudine e la sensazione di non essere amati e’ la povertà più terribile”. Dio si e’ fatto povero per arricchirci della sua compagnia e non farci più sentire soli, ma voluti e amati.

Proteggere la vita e’ proteggere, guardare, dare il benvenuto ad ogni persona per quello che e’ e non per quello che produce. E’ una vera sfida ad una società frenetica che fa della produttività il criterio di misura.
L’impressione finale di Papa Francesco ha rispecchiato quella di tanti turisti che non possono non notare l’efficienza e l’ordine delle citta' e della società giapponese.
Ma con occhio paterno ha detto che “si percepisce che si desidera e si cerca qualcosa di più: un desiderio profondo di creare una società sempre più umana, più compassionevole,più misericordiosa.”
 Deve aver colto nel segno se anche i mass-media giapponesi riportano queste come ultime parole del Papa prima di prendere l’aereo.

Dare spazio a questo “più’” non in termini di produttività, ma in termini di umanità, compassione e misericordia, penso che sia il compito che ci ha lasciato e che ha fatto piangere molte persone dalla commozione.
Alla visita del Papa e’ seguita la visita del vescovo nella mia parrocchia.
Ma il vescovo era venuto in visita canonica anche un mese prima nella chiesa che il vescovo mi aveva affidato da alcuni mesi perché il parroco viciniore era stato ospitalizzato.
Il vescovo mi aveva chiesto di sostituirlo temporaneamente e speriamo che mantenga la promessa. E’ ancora presto per raccogliere tutti i frutti di queste visite ma già qualcosa è fiorito se qualcuno ha ripreso i contatti con la chiesa.
La visita del papa dopo 38 anni e la visita del vescovo dopo 2 anni mi hanno fatto cogliere ancor di più il valore del Natale che invece accade ogni anno.
E’ con questa gioia che vi ho presente nelle mie preghiere e con gratitudine vi saluto rinnovando attraverso di voi i miei auguri di Buon Natale e Buon Anno a tutti.

 p. Alberto Berra