Stare nella casa di Dio
Le Scritture di oggi sono tutte illuminate dalla prima lettura. Come sappiamo, stiamo rileggendo la storia della salvezza e siamo ormai giunti all’epoca della monarchia nella sua pienezza. Oggi il grande protagonista della prima lettura è Salomone, colui che costruì il famosissimo tempio di Gerusalemme. Fu chiara, in Salomone, l’idea: avere uno spazio, avere una casa di Dio non tanto per Dio stesso. Egli, infatti, abita “i cieli dei cieli” e Salomone sapeva benissimo che nessuna costruzione fatta da mano d’uomo avrebbe potuto ospitare la pienezza del mistero di Dio. La “casa di Dio” serve agli uomini, perché ci sia un punto di incontro, perché ci sia un luogo dove sia possibile una preghiera più intensa, fiduciosa, corretta. Inoltre, serve uno spazio che sappia custodire proprio quell’esperienza di perdono che ogni credente è chiamato a fare. Ecco a cosa serve la casa di Dio. Salomone ne era molto convinto. I suoi discendenti un po’ meno…
Per noi
Per noi a cosa servono le chiese? Qui le risposte potrebbero essere disparate. Per alcuni, ormai, la chiesa è solo un luogo d’arte. Lo vediamo bene quando andiamo in qualche città d’arte e quando entriamo in qualche chiesa che rimane punto di riferimento per la storia dell’arte del nostro Paese. Lo vediamo bene anche da come si comporta molta gente – forse anche noi – quando entriamo in una chiesa.
Per molti altri la chiesa è poco più che uno spazio di ritrovo per qualche cerimonia. Quando celebro il Battesimo e, peggio, il matrimonio, mi metto sempre ad osservare come la gente entra in chiesa. Ormai è raro vedere qualche invitato a queste celebrazioni che si fa il segno della Croce! Ecco che tutti corrono a salutarsi vicendevolmente e pare che abbiano mille cose da dirsi, ma che non abbiano nulla da dire a Dio. Richiamare il silenzio in chiesa – provateci anche voi! – è un’impresa quasi del tutto vana!
Per altri, poi, la chiesa è del tutto inutile. Lo vediamo bene anche da come vengono trattate le nostre piazze, gli immobili sacri… per qualcuno direi proprio che il concetto di sacro non esiste!
Ma, almeno per noi, la chiesa è rimasta il luogo dell’incontro con Dio? È rimasta il luogo del silenzio, perché si possa parlare con Dio, dell’ascolto della Parola, perché si possa udire la Sua voce, della celebrazione del Sacramento perché si possa incontrare la Sua presenza? A poco servirebbe lamentarsi del comportamento degli altri se poi, per noi che dovremmo essere i primi credenti, questo luogo non fosse tutto questo insieme.
Cosa è per te la Chiesa? Come tratti la tua chiesa?
Prova a risponderti, e capirai anche che senso hanno le tue offerte e se tu, come la vedova del Vangelo di oggi, vuoi e sai sostenere la tua chiesa o se chiedi molte cose come un avventore esterno.