“È il Signore…”
A livello spirituale voglio, invece, segnalarvi la frase con la quale si conclude la prima lettura, il racconto della vocazione di Samuele. Il vecchio sacerdote Eli, esperto delle cose di Dio, quando il giovane Samuele confessa il colloquio avuto con Dio nella notte – colloquio che contiene notizie tragiche per la sua famiglia e per l’intero popolo di Israele – professa queste parole: “È il Signore, faccia ciò che a lui pare bene”. Eli riconosce che tutto quello che avviene ha un senso. Anche quando capita qualcosa di male, qualcosa che sconvolge la vita, tutto ha un senso. È ammirevole la riflessione del vecchio sacerdote, che non dice nulla di male, non se la prende per le cose che capitano, non dice nulla, se non professare una lode per il Signore da cui dipende ogni cosa.
Per noi
Come siamo diversi! Noi che ci lamentiamo un po’ sempre, ma, soprattutto, quando accade qualcosa che non ci piace, o che ci disturba, o che ci mette in crisi. Come siamo diversi noi che giungiamo perfino a prendercela con Dio! Come siamo diversi noi che andiamo alla ricerca dei colpevoli di ogni cosa, di ogni situazione, spesso senza mai mettere in discussione noi stessi. Come siamo diversi noi che pronunciamo ben poche lodi per Dio. Chiediamo, pretendiamo, ci lamentiamo, ma di lodi… veramente poche! Ecco, allora, una domenica nella quale anche noi possiamo dire le stesse parole di Eli e imparare da lui. Per ogni cosa che accade nella vita, nostra, dei nostri cari, del mondo, proviamo a dire: “È il Signore, faccia ciò che a lui pare bene”. È difficile. Lo sappiamo tutti molto bene. Ma credo sia anche necessario imparare a consegnare le cose della vita al Signore, senza chiedere, senza pretendere, senza recriminare. È bene che noi tutti impariamo a consegnare a Dio ogni aspetto dell’esistenza, pronti a riconoscere che in quello che ci accade, così come in quello che accade nel mondo, la mano del Signore è sempre ben presente.
Siamo tutti disposti a professare questa lode di Dio? Proviamo a domandarcelo e proviamo a lasciarci coinvolgere da questa lode che fa bene all’anima. Nostra e degli altri.