“Abbiamo un tesoro in vasi di creta…”
Non è presuntuoso pensare di essere educatori ed esempi quando ciascuno di noi sa bene di essere peccatore? Non è presuntuoso pensare di poter fare da educatore ad altri quando, in fondo, noi stessi abbiamo continuamente bisogno di misericordia per le nostre mancanze? San Paolo, oggi, ci risponde in modo assolutamente chiaro. La fragilità è dentro il cuore dell’uomo. Non c’è uomo che non sia fragile e quindi, nella fede, peccatore. Non c’è nessuno che possa sottrarsi a questa logica. Il cristiano sa di essere un peccatore perdonato. Si pone di esempio non perché capace di fare grandi cose, non perché perfetto, ma perché, credendo nel perdono del Signore, continua a vigilare su sé stesso. In questo modo egli diventa esempio anche per altri. Esempio di richiamo alla fede: anche altri potranno sentirsi peccatori chiamati alla grazia del perdono. Esempio per l’emendazione: grazie all’attenzione e al costante lavoro su sé stesso, il cristiano richiama tutti a vigilare sulla propria condotta e ad essere tra coloro che credono sempre nella forza della misericordia di Dio e del suo eterno perdono.
Per noi
Questo messaggio che viene dalla Parola di Dio non è utile solo pensando a S. Anna, ma anche guardando al perdono di Assisi che vivremo la prossima settimana. Il perdono di Assisi è stato voluto ed introdotto da San Francesco, di cui ricorre l’ottavo centenario della morte. Dal mezzogiorno del 1° agosto a tutto il 2 agosto è possibile ottenere l’indulgenza plenaria per i propri peccati alle condizioni consuete della Chiesa: confessione da 8 giorni prima a 8 giorni dopo; preghiera per il Papa con un Pater, Ave Gloria, recita del Credo e, in questo caso, visita ad una chiesa parrocchiale. La liturgia della Parola di oggi ci lancia un appello alla conversione: lo raccoglieremo? Segnalo pertanto che venerdì prossimo dalle 16.00 alle 18.00 e sabato prossimo, in San Giulio, dalle 7.00 alle 8.00 e dalle 15.00 alle 18.00 sarà possibile confessarsi. Un invito, in questa calda estate, a riscoprire la forza e la grazia dei sacramenti.