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MARIA ROGGIANI - 8 OTTOBRE 2015

Ringrazio don Gabriele e gli altri sacerdoti per avermi invitato questa sera e ringrazio tutti voi per l’affetto e la vicinanza che il questi giorni ma anche in questi anni non sono mai mancati.

L’essere qui oggi, dopo la professione solenne dei voti nell’istituto delle Ausiliarie Diocesane, mi riporta alla memoria i tempi e i momenti di quando ero ragazza, una giovane che abitava e viveva in questa comunità cristiana.

Credo di poter dire con gioia ed emozione che la mia storia, la mia vocazione è nata qui, e qui è stata custodita, guidata e accompagnata.

L’impegno in oratorio come responsabile che si allargava alla vita parrocchiale e liturgica, gli incontri, le vacanze e i momenti di preghiera e di festa con i giovani, hanno custodito e pian piano mi hanno aiutato a trovare una risposta a quella domanda che intorno ai 20 anni iniziava a farsi strada in me: ma io che cosa voglio fare? Signore cosa vuoi da me?

Non è stato facile trovare una risposta… i dubbi e i timori ci sono sempre stati.

La GMG a Parigi, l’incontro casuale in Toscana con un istituto secolare, il farsi aiutare da una guida (don Corrado), il Gruppo Samuele, le missioni cittadine e l’incontro con le Ausiliarie… 

I mattoncini erano tanti, tutti belli, ma io cosa volevo?

Avevo paura della risposta, stavo bene così, anzi stavo benissimo (una mia consorella un giorno mentre raccontavo di Cassano mi ha detto: ma tu vieni da un paradiso!)

Ma sentivo e capivo  che non poteva bastare, non poteva essere solo per qui.

Non riuscivo a mettere a tacere quella domanda che era nata in me anche perché volevo una risposta.

Riascoltando e rileggendo il vangelo dell’annunciazione, lo stesso che io, Manuela e suor Charlotte abbiamo scelto per la celebrazione dei voti, ritorno anch’io alla mia chiamata, alla scoperta in me di quella voce, di quella Presenza, di quella domanda che mi interpellava sulla mia fede, sul mio impegno in oratorio come educatrice dei ragazzi e mi chiedeva un di più.

Era una voce che mi chiedeva un abbandono fiducioso nonostante le mie incertezze, i miei tradimenti, le mie fragilità. Le domande, i dubbi erano tanti…. Sarà vero? Sarò capace? Cosa devo fare? E se poi non è giusto….. e il lavoro?

Ma lo scoprirmi amata e custodita da Dio, lo scoprire la Sua presenza e la sua forza tutto questo mi ha dato il coraggio per iniziare un cammino di discernimento che mi ha portato alla consacrazione e ho sentito nascere e crescere in me quella gioia promessa.

Non sono mancati in questi anni momenti più difficili e più faticosi dove ho faticato a trovare il senso e il dubbio si apre una strada… sarà ancora tutto vero…

È però in quei momenti che sono tornata a pensare alla promessa, ho riascoltato quel NON TEMERE e ho ritrovato il SI pronunciato e sono ritornata ad affidarmi sapendo che il Signore non mi abbandona e che NULLA è IMPOSSIBILE A DIO

Gabriele invita Maria a rallegrarsi ma  annuncia una gioia che ancora non si vede, non si gusta già completamente

E dice il motivo della gioia: IL SIGNORE E’ CON TE

il Signore non lascia solo il suo popolo, non abbandona chi a lui si affida

Anche per me non è stato facile capire, non ti senti mai pronta

È sempre qualcosa di più grande che non si riesce a contenere, eppure è qualcosa che ti “prende”….

La presenza del Signore è motivo di gioia grande da scoprire e gustare piano piano

Possiamo guardare a come Maria si sia “arresa” al suo Signore, e non ha più timore  perché si è lasciata prendere e avvolgere dalla Grazia, ha lasciato che lo Spirito Santo entrasse in lei

È così che Maria riesce a stare anche sotto la croce, nel dolore e nel cenacolo nella gioia dello Spirito

E allora io chiedo per me, per noi, questa disponibilità, chiedo un cuore capace di accogliere e amare il Signore e la sua Chiesa.

E vi chiedo di continuare a pregare e affidiamoci con gioia a Dio, chiediamo aiuto a Maria perché ciascuno di noi trovi ogni giorno la forza per dire il suo SI a Dio senza temere, senza nascondere le domande belle e importanti che il Signore ci mette nel cuore.