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22-09-2018 CONSEGNA BENEMERENZA CIVICA DI CASSANO MAGNAGO A DON GABRIELE GIOIA

22-09-2018 ore 11.00 - Sala consiliare "San Giovanni Paolo II" - Villa Oliva

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22-09-2018 CONSEGNA DELLA BENEMERENZA CIVICA DI CASSANO MAGNAGO A DON GABRIELE GIOIA

LA MOTIVAZIONE DELLA BENEMERENZA


La tradizione vuole che la persona cui viene conferita la benemerenza civica sia brevemente presentata, così da metterne in luce i meriti nei confronti della comunità cittadina. Si tratta di un compito che, soprattutto in questo caso, non si presenta semplice. E non solo perché il nostro parroco è ben conosciuto ed è quindi difficile dire di lui qualcosa che non sia già noto, ma soprattutto perché sappiamo che don Gabriele farebbe volentieri a meno di onorificenze e riconoscimenti vari: umiltà e discrezione sono infatti sue caratteristiche esemplari, che tutti abbiamo imparato ad apprezzare. Tant’è vero che, a chi in questi mesi si è congratulato con lui per la benemerenza di cui sta per essere insignito, ha scherzosamente risposto:
«Si vede che, avendo esaurito le persone cui poterla assegnare, hanno ripiegato su di me».

Pur non amando occupare la scena, don Gabriele ha comunque accettato di ricevere questa onorificenza non per sé, ma a nome del popolo di cui è al servizio: come ha confidato al consiglio pastorale, ha molto gradito il fatto che, tra le motivazioni del riconoscimento comunale, figuri il cammino unitario compiuto dalle tre parrocchie cassanesi. Un cammino di cui si festeggiano oggi i dieci anni: una ricorrenza significativa non solo in ambito ecclesiale.

Non bisogna dimenticare, però, che don Gabriele svolge il suo ministero a Cassano Magnago da ben prima dell’istituzione della comunità San Maurizio: è arrivato in città nel 2005, all’età di 44 anni, come parroco di San Pietro, mostrando da subito tutta la sua umanità, al punto da confessare con commozione ai fedeli, durante la celebrazione d’ingresso, di provare «timore e tremore», secondo la nota espressione paolina, nell’assumere il nuovo incarico. Uno dei tratti distintivi della personalità di don Gabriele è infatti quello di aprire il cuore alla sua gente, com’è emerso anche tre anni dopo, in occasione del suo insediamento nelle vesti di parroco unico della città, quando, di fronte alla responsabilità non da poco che lo attendeva, si è affidato con semplicità alle preghiere dei cassanesi: «In tanti mi hanno assicurato la loro preghiera: è il regalo più bello». In quella circostanza indicò la strada da seguire non solo in una «comunione fra parrocchie che devono gareggiare nello stimarsi a vicenda», ma anche nell’«accogliere, rispettare e valorizzare la storia, le peculiarità e le tradizioni specifiche di ciascuna parrocchia». Oggi si può dire che il percorso, nel quale don Gabriele ha mostrato di credere davvero, si sia in gran parte concretizzato. Proprio questa è una delle ragioni della benemerenza: il cammino di unità nella diversità intrapreso dalla Chiesa cassanese, infatti, si è riflettuto in modo positivo anche sulla società civile, dove il superamento di antichi campanilismi, pur nella salvaguardia delle specificità di ogni quartiere, ha permesso di dare un volto più unitario, e perciò più cittadino, all’intera comunità di Cassano Magnago, favorendo la collaborazione tra differenti realtà del territorio, soprattutto in ambito sociale, culturale ed educativo.

Proprio la cura da lui riservata all’educazione è l’altra motivazione dell’onorificenza conferita a don Gabriele, che ha sempre prestato attenzione alle nuove generazioni, forte anche della lunga esperienza in questo campo maturata negli anni precedenti il suo arrivo a Cassano, prima in oratorio a Castegnate e poi nel Collegio arcivescovile di Lecco. La sua preoccupazione di offrire ai più giovani una proposta educativa valida è ben documentata dagli investimenti nelle strutture oratoriane cassanesi: basti pensare all’ampliamento del centro San Pietro. Un ambiente che il parroco ha voluto intitolare a due figure davvero esemplari per i giovani: san Giovanni Paolo II, cui è dedicata anche quest’aula consiliare, e la beata Chiara “Luce” Badano. Non si possono inoltre non citare altri interventi, come i campi in erba sintetica di cui sono stati dotati i tre oratori e che hanno consentito di incentivare la pratica sportiva come importante strumento formativo, a beneficio di tutta la città, per le diverse fasce d’età. Una particolare sottolineatura merita la proposta degli oratori feriali estivi, potenziata proprio da don Gabriele, così da assicurare un servizio utile a molte famiglie, ben al di là del numero di coloro che frequentano abitualmente le parrocchie, e che, nell’ottica del principio di sussidiarietà, ha permesso di non far gravare sulle casse del Comune i costi di un’attività che la comunità cristiana è in grado di svolgere in modo eccellente. Sempre la sensibilità educativa di don Gabriele è riuscita a rendere le parrocchie un interlocutore fondamentale per le altre “agenzie” formative del territorio, come le scuole e le società sportive, rafforzando il ruolo della comunità pastorale all’interno del lavoro di rete, ormai decennale, costituito dal progetto “Praticamente adolescenti”.

Chi conosce don Gabriele, però, sa bene che gli faremmo un grosso torto se riducessimo il valore della sua azione educativa a una mera preoccupazione per le strutture o l’organizzazione di iniziative: tutto questo è importante, ma, come ha più volte ribadito il parroco, l’essenziale è rappresentato da uno stile di testimonianza e fraternità che, a partire dal messaggio cristiano, possa realmente investire tutti gli ambienti di vita, a favore del bene comune. È questo, infatti, come rimarcava in un editoriale sul mensile interparrocchiale, ciò che dà senso a «tutte le attività, le iniziative, le proposte della nostra comunità pastorale». La sua attenzione educativa si è manifestata anche nell’invito ai giovani ad «andare controcorrente», senza paura di compiere coraggiose scelte di vita in contrasto con la mentalità dominante, nella particolare cura che ha sempre dedicato alle giovani famiglie e ai percorsi di formazione al matrimonio, ma anche nella proposta di significativi appuntamenti culturali, capaci di offrire strumenti utili per leggere la complessità della realtà.

L’apertura di cuore che lo caratterizza l’ha spesso portato a esprimere pubblicamente le sue preoccupazioni per alcuni problemi di carattere non solo pastorale, ma anche sociale ed economico: questo si è tradotto in iniziative concrete di condivisione dei bisogni, attraverso un forte sostegno alla Caritas cittadina e al Centro di aiuto alla vita, che grazie all’intraprendenza di don Gabriele può ora contare su una nuova e più funzionale sede, e in progetti innovativi, come dimostra la fondazione dell’associazione Madian, nata da una sua intuizione, per affrontare l’emergenza abitativa. Segno di attenzione alle esigenze del contesto sociale cittadino è anche la scelta di mettere a disposizione spazi parrocchiali per accogliere chi è in difficoltà nella ricerca di un alloggio. Uno slancio caritativo che il nostro parroco mette in atto anche nei confronti delle tante persone che bussano alla sua porta e anche dei richiedenti asilo, ospitati nella comunità per favorire una reale integrazione.

Tutto questo si è realizzato secondo lo stile proprio di don Gabriele: lo stile dell’incontro, della relazione umana autentica, che lo rende capace di gestire con prudenza e spirito di discernimento anche situazioni delicate, dimostrando sempre grande disponibilità all’ascolto.

Caro don Gabriele, pochi mesi fa, sul Mensile San Maurizio, scriveva di essere soltanto «un povero prete». Ci permetta di dissentire: non è povero, ma molto ricco, ricco della nostra stima e del nostro affetto.
 

Prof. Luca Girardi