Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze, comunitasanmaurizio.it utilizza cookies, anche di terze parti.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra cookies policy Per saperne di piu'

Approvo

I CENTO RINTOCCHI PER RICORDARE

Sono stati cento i rintocchi scanditi, domenica 24 maggio alle 19, dalla campanella della torre civica di San Maurizio: tanti quanti gli anni trascorsi dall’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra.

Con questo semplice quanto significativo rito, il gruppo Alpini della città ha voluto rendere omaggio ai 90 cassanesi caduti sul fronte di quella che il pontefice Benedetto XV, nel 1917, non esitò a definire «inutile strage»: parole ripetute proprio domenica scorsa da papa Francesco.

Nel corso della breve cerimonia andata in scena ai piedi del campanile di San Maurizio, patrono della città di Cassano Magnago e della comunità pastorale, il sindaco Nicola Poliseno ha commemorato le numerosissime vittime italiane provocate dal primo conflitto mondiale: un milione e 200mila, fra militari e civili.

Commovente il momento della lettura, da parte del primo cittadino, della poesia che Annalisa Codogno ha dedicato agli eroici ragazzi del ‘99, chiamati a combattere in trincee che, scrive la cassanese, «non servirono a fermare il piombo della morte».

Decine le persone che hanno assistito, in rispettoso silenzio, al suono dei cento rintocchi, come quelli che vengono battuti ogni sera dalla grande campana dei caduti di Rovereto. A concludere la commemorazione le note dell’Inno di Mameli, affidate al trombettista del Corpo musicale cassanese, cui si sono uniti, con il loro canto, gli Alpini e gli altri presenti.